Dimagrire mangiando di più 

Dopo la Atkins, la South Beach e la Zona, arriva la dieta Galland, che punta a curare l’infiammazione per dimagrire per sempre. E lo fa facendoci mangiare di più


AGENTE LEPTINA
Fino a non molti anni fa si riteneva che il grasso fosse una massa inerte, una riserva di calorie inutilizzate, ma a quanto pare non è così. Gli studi più recenti hanno dimostrato che il pannicolo adiposo è un organo attivo, che produce ormoni propri. In particolare uno studio diretto da Jeffrey Friedman della Rockefeller University ha individuato la leptina, un ormone prodotto dal grasso con lo scopo di segnalare all’organismo di quante riserve adipose può disporre. Se il grasso è troppo poco, bassi livelli di leptina inducono uno stato d’allarme con vari effetti, per esempio nelle donne si sospende l’ovulazione e il ciclo mestruale perché l’organismo non sarebbe in grado di affrontare la gravidanza e l’allattamento. Livelli elevati di leptina, invece, provocano un calo dell’appetito e contemporaneamente stimolano il metabolismo basale che accelera per bruciare più grassi e riportare il peso nella norma. Insomma quando ingrassiamo o dimagriamo il nostro corpo è in grado di mettere in moto una serie di strategie per tornare al peso corretto. Il problema è che in certi individui la leptina non sortisce i suoi effetti perché non funzionano i recettori. Un disturbo che prende il nome di resistenza alla leptina e che induce l’organismo a ingrassare senza limiti o, tutt’al più a mantenere il peso solo a costo di sacrifici enormi, diete da fame e attività fisica quotidiana.

 

COSA PROVOCA LA RESISTENZA?
L’organismo, in presenza di una situazione infiammatoria, risponde produce antinfiammatori naturali che hanno il piccolo difetto di interferire con la leptina, impedendone, di fatto, il funzionamento. Un periodo di stravizio, magari associato a un’infiammazione acuta e conseguente sospensione dell’attività fisica, induce a ingrassare di alcuni chili e contemporaneamente manda in tilt i recettori della leptina. I chili acquisiti mantengono lo stato infiammatorio e quindi la resistenza alla leptina e perdere peso diventa un’impresa quasi impossibile. Il meccanismo può innescarsi in modo diverso per ciascun individuo.

 

CURARSI MANGIANDO
La buona notizia è che il circolo vizioso può essere interrotto. Notizia ancora migliore è che per farlo bisogna mangiare, e parecchio, scegliendo i cibi a più alto valore antinfiammatorio e scartando quelli che invece producono infiammazione. Il Dottor Leo Galland, medico nutrizionista americano che da anni si occupa di malattie croniche, spesso associate a obesità, fornisce un elenco di supercibi che hanno elevati poteri antinfiammatori e suggerisce di mangiare almeno 9 porzioni di frutta e verdura al giorno. Almeno fino a che non si è riusciti a calare di peso, e quindi a ripristinare il corretto funzionamento della leptina e della adiponectina(vedere paragrafo in basso), è infatti fondamentale mangiare elevate quantità di cibi curativi: frutta e verdura di colore blu, rosso, giallo arancio, verde intenso; verdure appartenenti alla famiglia dei cavoli e a quella delle cipolle, spezie come aglio, zenzero, chiodi di garofano, cannella; frutta secca a guscio e semi di lino e di sesamo; pesci ricchi di omega3; yogurt magro,albumi d’uovo. Per contro vanno evitati o limitati i cibi a effetto infiammatorio, in primo luogo i grassi idrogenati, alcuni cibi ad alto indice glicemico come pane bianco, pasta e riso non integrali, patate; la carne rossa.

 

NON SOLO PESO SUPERFLUO
Oltre alla leptina il nostro adipe produce altri ormoni, alcuni positivi come l’adiponectina, i cui livelli sono forse in diretto rapporto con la quantità di attività fisica e che risulta tanto più elevata quanto più bassa è la percentuale di grasso corporeo: migliora la capacità di utilizzazione dei grassi da parte dei muscoli, causa un calo dell’appetito, cura l’infiammazione, migliora la risposta all’insulina (prevenzione del diabete), protegge i vasi sanguigni prevenendo ipertensione e malattie cardiache.

 

TUTTO IN UN LIBRO
Leo Galland ha messo a punto un programma dietetico in tre fasi che consente di smaltire anche cinque chili nelle prime due settimane e poi un chilo alla settimana fino al raggiungimento del peso ottimale e di mantenerlo per tutta la vita. In collaborazione con il figlio Jonathan ha inoltre ideato decine di ricette supersane, alcune delle quali davvero gustose, dalla prima colazione alla cena, che consentono di tradurre in pratica la sua teoria. Le trovate, insieme ai menu settimanali e alle spiegazioni teoriche del metodo, nel libro La dieta Galland, di Leo e Jonathan Galland, edizioni TEA, 327 pp, 10,00 euro.

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