Tutti a casa o vacanza coi nonni 

Con l’arrivo del caldo e la chiusura delle scuole, i genitori che lavorano si trovano alle prese con l’annoso dilemma: mandare i figli al mare o limitarsi a occupare le loro giornate?


LA SEPARAZIONE ATTENTA
Durante l’estate, chi vive in città, è spesso portato a cercar di organizzare delle vacanze per i figli con lo scopo di allontanarli dalla calura. Ma è la scelta giusta? Lo abbiamo chiesto a Germana Tomatis, psicomotricista che lavora con bambini delle scuole materne ed elementari. In realtà i bambini percepiscono poco il caldo o concetti come il cambiare aria. Per loro quello che conta sono le relazioni interpersonali: coi genitori in primo luogo, ma anche con i compagni e con i nonni. Il problema deve quindi essere impostato non tanto in considerazione di elementi climatici ma degli aspetti relazionali. E quali sono le relazioni da privilegiare? «Sicuramente quella coi genitori, poi quella coi compagni, ma anche coi nonni vi è una bella relazione, quando è sana e corretta. Dipende un po’ dalla situazione. I bambini capiscono che i genitori hanno degli impegni e sono disposti a separarsi da loro. Se questo diventa anche l’occasione per stare con i compagni meglio. Altrimenti ben vengano i nonni. Purché il bambino non si senta messo da parte. Insomma va bene lasciare i figli dai nonni durante la settimana se si sta lavorando. Ma durante il weekend e quando iniziano le ferie bisogna che i genitori stiano in famiglia facendo capire ai piccoli che li amano e che hanno piacere a stare con loro». Naturalmente ci sono le eccezioni, come nei fine settimana in cui non si può esser presenti per valide ragioni. In quel caso è necessario dire ai figli come stanno le cose, senza scorciatoie. «I bambini – prosegue la Tomatis - devono sentire che sono nei nostri pensieri e deve essere chiaro che se non andiamo non è perché ci siamo scordati di loro». Tornando alle figure dei nonni quali sono i loro errori più comuni? «I nonni devono fare i nonni, coccolare e magari viziare un po’, non cercando però di sostituirsi ai genitori e senza mettere in discussione le loro regole, almeno non davanti ai piccoli. La separazione, in ogni caso, dovrebbe essere breve e, magari varia e intervallata. Dopo la fine della scuola quando ci sono ancora i compagni a casa si può iscrivere il bambino con qualche amico alle attività organizzate dalla scuola, dall’oratorio o dai centri sportivi, che servono proprio a tenere i bambini occupati da mattina a sera per poi riconsegnarli a mamma e papà. «Molto comunque dipende anche dall’età dei piccoli. Più sono grandi e autonomi più facile sarà organizzare attività con i loro amici, anche lontano da casa. La cosa più importante è privilegiare le relazioni. Se il bambino soffre lontano da mamma e papà, poter restare a casa con la baby sitter, giocando con i soliti amici in cortile o ai giardinetti, e vedere i genitori tutte le sere gli farà sicuramente meglio di tutta l’aria sana che potrebbe respirare al mare».

E PER I PIU' GRANDI?
Se i bambini hanno bisogno della presenza di mamma e papà, come regolarsi con i figli più grandi? Il professor Gustavo Pietropolli Charmet, psicologo e psichiatra, docente di Psicologia dinamica all’Università di Milano e direttore scientifico della Fondazione l’Amico Charlie che si occupa di disagio adolescenziale, ha una visione piuttosto positiva dei distacchi che mamma e figlio devono affrontare a causa del lavoro delle madri. «Oramai le mamme che non lavorano rappresentano una realtà in via di estinzione. Il problema del distacco è quindi prima di tutto il problema di un Paese che dovrebbe organizzasi, come già molti altri hanno fatto, tenendo conto di questa situazione. All’estero le vacanze scolastiche non sono così lunghe e le strutture di appoggio per le mamme lavoratrici sono maggiori e più elastiche. Detto questo quando i figli arrivano all’età preadolescenziale sono già perfettamente abituati a vivere il distacco dalla madre, sia per le molte ore di separazione durante il giorno, sia per quanto concerne separazioni più lunghe in occasione delle vacanze scolastiche».

VOGLIA DI RITROVARSI
Coi nonni o all’oratorio, se i figli sono via per i genitori si apre un momento particolare. Da un lato la voglia di ritrovarsi come coppia,dall’altro quella di dedicare un po’ più tempo a se stessi. Il tutto in settimane rese più corte dalla necessità di partire il venerdì sera per raggiungere i pargoli. Il rischio è di mettere troppa carne al fuoco o di alimentare aspettative eccessive per poi ritrovarsi alla fine del periodo “coppia senza figli” un po’ delusi e scontenti. Per evitarlo misurate le forze e cercate di fare un piano ben congeniato con la complicità del vostro compagno.

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